Chiedere troppo II

Ma figurati, ci mancherebbe, la Ferrari te la sei comprata ed è giusto che ti senta libero di sfruttarla, di divertirtici, di dargli una bella stiracchiata. E io che te l’ho fatta desiderare, l’ho mitizzata e te l’ho venduta, non sono certo nella posizione di togliertela perché ci vai in autostrada a 240 km/h, al massimo posso farti ogni tanto una multa, ma roba da poco eh, perché proporzionare le sanzioni stradali al reddito sarebbe chiedere troppo.

TheAubergine

Chiedere troppo

Moderni, efficienti, talvolta persino ad alta ecosostenibilità, pieni zeppi di case in pronta-vendita e locali dove puoi immaginare il tuo negozio in franchising preferito. Ti impressionerà davvero la velocità con cui verrà costruito quel nuovo quartiere residenziale vicino casa tua. Ma aspettarsi che prima di tirarlo su, qualcuno si preoccupi di potenziare le infrastrutture limitrofe, è decisamente chiedere troppo.

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Il regalino

C’è la crisi. Ormai lo hanno capito pure i sassi che c’è la crisi, ma io mica la vedo ‘sta roba da togliere il sonno.

Il vicino ha perso il lavoro e pure il vicino del vicino, ma si vede che non gli andava di fare un cazzo a quelli là, il mio posto sta lì, intatto. Quelli perdono il lavoro e nel panico dovrei andarci io? Fate fesso qualcun altro per favore.

Ce l’ho pure coi politici, quelli sono 150 anni che ne combinano di cotte e di crude, perché stavolta me ne dovrei angosciare? No, questi non mi fregano più, è l’ennesima trovata per spillarci qualche soldo, se lo pigliassero senza rompere tanto le palle.

Sì, i filmati della Grecia li ho visti, al telegiornale li chiamano “cugini”, un vecchio trucco per spaventarci e farli sembrare più vicini. Per me tanto puoi stare vicino quanto ti pare, ma quello sei tu non sono mica io.

Anzi, lo sai che ti dico? Stasera porto la ragazza al nostro solito cinese, mangiamo fuori alla faccia della crisi, che a noi la crisi non tocca neanche di striscio.

Gran mangiata, ravioli, riso, pollo, gelato fritto, liquorino e conto ristretto, sono fantastici i cinesi, ma… aspetta un attimo, ci dev’essere un errore: “Ehi, scusa, cameriere, manca il regalino, che fine ha fatto il regalino? Come, non lo date più? Cameriere… CAMERIEREEE!”

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RomaLido – Sono tutti arrabbiati oggi

Sembrano tutti arrabbiati oggi.

Un po’ come tutti i giorni all’ora di punta, la banchina della Roma-Lido è ricca di animi rivoltosi, di grandi oratori e di gente esasperata dal disservizio. Grida, c’è qualche spintone laggiù. Sono caldi, stavolta arrabbiati davvero.
Da tempo in attesa del momento buono per far venire giù il finimondo. A ferro e fuoco questa maledetta stazione. Che fomento, che adrenalina!
La rabbia di questo popolo di pendolari non è sporadica, io la vedo tutti i giorni. Prima o poi ci faremo sentire, prima o poi organizzeremo una protesta come si deve. Prima o poi. Poi. Anni.
Non nascondo un po’ di scoramento nel constatare che negli ultimi tempi questa pseudo collera ha portato le individualità più facinorose a compilare un sensazionalistico questionario sulla qualità del servizio ATAC: Scarso, Mediocre, Pessimo, Scarso. Tiè. Ricordo anche distintamente un signore che, siccome i treni non passavano, la settimana scorsa ha preso a parolacce il bigliettaio. Era cattivissimo.

Respirare tale vento di rivoluzione (ok, alito) col tempo ti forgia come uno spartano e può succedere che in un giorno come questo, dove vedi tutti arrabbiati davvero e sei convinto di essere finalmente arrabbiato pure tu, improvvisi una protesta. Basta con questo ladrocinio continuo! Basta con le scuse! Basta con ore di attesa al gelo tutti i santi giorni!
Eccolo l’ennesimo treno guasto, la banchina è stracolma, è ora di agire, tutti sui binari! TUTTI SUI BINARI CAZZO! Siamo arrabbiati, siamo feroci, siamo incazzatissimi! E siamo 15, forse 20 poveri stronzi.
Tutto qua, fine, non scende nessuno studente, nessun operaio. Dov’è la mia San Pietroburgo? Non c’è nemmeno quello che ha preso a parolacce il bigliettaio. Non faccio in tempo a provare delusione, a pensare che è stato tutto inutile che ecco manifestarsi ciò che cercavo da tanto, finalmente la vedo. Vedo la rabbia vera. Quella violenta, quella che ti fa compiere qualche errore, ma che può cambiare il corso dei tempi. Un signore schiuma, è letteralmente fuori di sé: “BASTA! AVETE ROTTO I COGLIONI STRONZI!”. Peccato ce l’abbia con noi, quelli che protestano.
Ce l’ha con chi pensava di essere arrabbiato e voleva farsi sentire. La voce di quello vero di arrabbiato coinvolge sempre più persone. Ah, inutile cercare di ragionare con uno incazzato a quella maniera. Inutile spiegargli che il treno che vuole far ripartire è guasto e che una protesta fatta bene può farlo arrivare puntuale a lavoro per anni a fronte del sacrificio di un solo giorno.
La protesta vacilla, prima che ci lìncino torniamo sulla banchina, ad aspettare.

Sono tutti arrabbiati oggi.

TheAubergine

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Racconto liberamente ispirato alla protesta non violenta tenutasi alla stazione di Casal Bernocchi il 15 febbraio 2012