CARTASTRACCIA – BACI DALLA PROVINCIA di GiPi

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Letture disordinate, consigli e bla bla bla.

“BACI DALLA PROVINCIA”

“Baci dalla provincia” un solo volume, due racconti brevi: “Gli innocenti” e “Hanno ritrovato la macchina”.
Due racconti solo apparentemente diversi, due racconti accomunati da storie di amicizia, dalle noiose e grigie tonalità della provincia e dalla violenza caratteristica di questi luoghi di confine della periferia italiana.

E se a volte la violenza viene subita, come succede agli “innocenti” del primo racconto, i quali saranno bersagli di una violenza figlia della noia e della monotonia che rovinerà per sempre la vita di chi ha avuto come unica colpa, quella  di trovarsi al momento sbagliato nel posto sbagliato.

Altre volte invece la violenza torna nel cuore della notte, feroce ed affamata, come succede ai protagonisti del secondo racconto. Sono li che dormono, e considerano quel posto ai confini del mondo il proprio rifugio, certi di non dover più fare i conti con il proprio passato. Poi una telefonata, una frase: “hanno trovato la macchina” e la provincia violenta torna a chiedere il sangue dei propri figli.

CARTASTRACCIA – GRAPHIC NOVEL IS DEAD LIVE di D. Toffolo

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“GRAPHIC NOVEL IS DEAD – LIVE”

toffolo

Cartastraccia eccezionalmente per questa settimana recensirà un evento live al quale abbiamo assistito la settimana scorsa, il “Graphic Novel is Dead Live” di Davide Toffolo, storico e sempre più eclettico frontman dei Tre Allegri Ragazzi Morti, Band che come lo stesso Toffolo dichiara all’inizio dello spettacolo, a nostro giudizio meritatamente, ormai regina della scena indipendente musicale italiana.
Il tour nasce come presentazione dell’ultima opera grafica di Toffolo, ma già dalle prime battute si capisce che si andrà molto oltre la solita presentazione editoriale. La serata, che si è svolta al Grandma Bistrot, nel cuore di un ormai rivalutatissimo Quadraro, si alterna continuamente tra pezzi acustici, e un dialogo incessante, intimo e spesso a tratti comico. Alternanza che rappresenta poi l’incarnazione stessa di Toffolo e della sua vita, il dualismo tra il Fumettista e il Cantante, tra Toffolo e Eltofo, suo alter-ego, lo Yeti con la maschera da teschio. In quasi due ore di spettacolo assistiamo a continui cambi di scena, pezzi vecchi e nuovi, escursus fotografici di casa Toffolo, partite di tennis alla Wii (suo passatempo ufficiale), cambi d’abito ad opera di improvvisate vallette reperite tra il pubblico e una sigaretta fumata all’interno del locale, come a far ricordare ad un pubblico variegato e in gran parte formato da ultratrentenni quello che eravamo quando cominciò questa avventura ormai ventennale.
Insomma, due ore forti, belle ed emozionanti che terminano con una versione speciale di una vecchia canzone dei Tarm, “catena” riadattata come regalo per il pubblico romano a “stornello” e cantata da un pubblico entusiasta che per una sera ha toccato con mano un vero artista a 360°.

Complimenti Eltofo!

CARTASTRACCIA – “TINA MODOTTI” di Paolo Cossi

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“TINA MODOTTI”

Tina Modotti nasce ad Udine al Borgo Pracchiuso di Udine,il 17/08/1896 e muore a Città del Messico, stroncata un infarto il 5/1/1942. Fu attrice negli Stati Uniti, fotografa e attiva antifascista in Messico, militante nel partito comunista internazionale in Russia ed infermiera nella Spagna franchista.
Fu una donna complessa, poliedrica, che abbraccio’ nella propria esistenza attività che la impegnarono in maniera totale ed assoluta.
La Modotti stessa dichiaro’ di aver messo troppa arte nella sua vita.

Paolo Cossi ripercorre la vita di Tina guidandoci attraverso i suoi tanti spostamenti, un cammino sempre volto alla ricerca di libertà e sentimenti travolgenti.

Da Udine a San Francisco, dove giovanissima emigra attesa dal padre; dall’America al Messico dove si reca per dare l’ultimo saluto a Robo, suo marito, lasciato per il fotografo Edward Weston, che la inizierà al mestiere; dal Messico alla Russia, all’inseguimento dei propri ideali e alla fuga dalle illazioni che la volevano responsabile della morte di Julio Antonio Mella, giovane rivoluzionario cubano. E poi via, verso l’Europa, nella Spagna franchista per prestare soccorso ai feriti delle guerra civile, per poi tornare di nuovo in Messico, la terra che ormai è diventata la sua casa.

Mai come ora sentivo la sua mancanza e mentre lasciavo che le lacrime accarezzassero le mie guance mi sentii scossa da una forza nuova: la forza messicana.

Il Messico è per Tina la terra delle grandi passioni, la terra in cui riesce a fare della sua fotografia un mezzo di denuncia sociale, soffermandosi sui simboli della lotta operaia e del lavoro. Ritratti di grande pregnanza ideologica.
In Messico conosce Frida Kahlo e diventa la fotografa ufficiale dei murales di Diego Rivera, abbraccia il comunismo e si infervora per la condanna a morte di Sacco e Vanzetti: “…non c’e’ strategia politica che valga la vita di compagni!”

Ma dal Messico sarà costretta a scappare per false accuse e si ritroverà in Russia col compagno Vidali e poi a Madrid ad accudire i feriti dello scempio della guerra franchista. Ma è sempre lì che vorrà tornare, anche se stanca, provata dalle calunnie e dalla nostalgia sentita in esilio.

La vita di Tina Modotti si snoda in un viaggio, o meglio una sorta di girotondo in cui ella si mette in balia della passione, e si lascia impossessare di questa forza vitale che la spinge oltre ogni pregiudizio e confine. Un inno alla vitalità e alla liberta’.

I disegni e i testi sono pura poesia. Paolo Cossi è un autore molto giovane (classe 1980), ma difficilmente lo si avverte. Ogni vignetta è sensibilita’, è simpatia per questa donna. Simpatia intesa nel senso greco del termine, come se l’autore stesse vivendo le stesse sensazioni della Modotti, le stesse situazioni, come se fosse li’, in un angolo della scena e la stesse seguendo da vicino. Un tratto morbido e semplice, vignette essenziali e una incredibile verosimiglianza con la realtà per quel che riguarda le persone.
Vincitore nel 2002 della borsa di studio Benito Jacovitti a Milano, ha realizzato anche un’altra biografia a fumetti con l’albo Corona, l’uomo del bosco di Erto.

Probabilmente le pagine sono troppo poche per raccontare una vita tanto piena e vissuta al massimo come quella della Modotti, ma un plauso va all’autore che è riuscito a raccontarne eventi fondamentali, ma allo stesso tempo a lasciare una linea aperta tale da lasciarci immaginare tutto quello che resta inespresso.

Commovente l’ultima tavola che riporta la poesia che Pablo Neruda scrisse per lei dopo la morte. La stessa scolpita sulla sua lapide.

TINA MODOTTI E’ MORTA
(di Pablo Neruda a Carlos J. Contreras)
 
Tina Modotti, sorella, tu non dormi, no, non dormi:
forse il tuo cuore sente crescere la rosa
di ieri, 1′ultima rosa di ieri, la nuova rosa.
Riposa dolcemente, sorella.

La nuova rosa è tua, la nuova terra è tua:
ti sei messa una nuova veste di semente profonda
e il tuo soave silenzio si colma di radici.
Non dormirai invano, sorella.

Puro è il tuo dolce nome, pura la tua fragile vita:
di ape, ombra, fuoco, neve, silenzio, spuma,
d’acciaio, linea, polline, si è fatta la tua ferrea,Il viaggio di Tina Modotti Paolo Cossi Jacovitti Frida Kahlo
la tua delicata struttura.

Lo sciacallo sul gioiello del tuo corpo addormentato
ancora protende la penna e l’anima insanguinata
come se tu potessi, sorella, risollevarti
e sorridere sopra il fango.

Nella mia patria ti porto perché non ti tocchino,
nella mia patria di neve perché alla tua purezza
non arrivi l’assassino, ne’ lo sciacallo, ne’ il venduto:
laggiu’ starai tranquilla.

Non odi un passo, un passo pieno di passi, qualcosa
di grande dalla steppa, dal Don, dalle terre del freddo?
Non odi un passo fermo di soldato nella neve?
Sorella, sono i tuoi passi.

Verranno un giorno sulla tua piccola tomba
prima che le rose di ieri si disperdano,
verranno a vedere quelli d’una volta, domani,
là dove sta bruciando il tuo silenzio.

Un mondo marcia verso il luogo dove tu andavi, sorella.
Avanzano ogni giorni i canti della tua bocca
nella bocca del popolo glorioso che tu amavi.
Valoroso era il tuo cuore.

Nelle vecchie cucine della tua patria, nelle strade
polverose, qualcosa si mormora e passa,
qualcosa torna alla fiamma del tuo adorato popolo,
qualcosa si desta e canta.

Sono i tuoi, sorella: quelli che oggi pronunciano il tuo nome,
quelli che da tutte le parti, dall’acqua, dalla terra,
col tuo nome altri nomi tacciamo e diciamo.
Perche’ non muore il fuoco.


Paolo Cossi – Tina Modotti

Biblioteca dell’Immagine, 2003 – 139 pp. B. b&n – 11euro

CARTASTRACCIA – “GRAPHIC NOVEL IS DEAD” di Davide Toffolo

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“GRAPHIC NOVEL IS DEAD”

 

Come nella migliore delle tradizioni fumettistiche, ogni super eroe che si rispetti vive due vite distinte, separate da una maschera, un costume che sancisce la fine dell’uomo con tutti i dubbi, le paure, i sogni e le speranze che lo caratterizzano e l’inizio del super eroe mascherato, sempre pronto ad affrontare nuove e pericolose avventure. Così anche in “Graphic Novel is Dead” Toffolo decide di raccontarsi mostrando le due metà che costituiscono e completano la sua svita.
Da una parte “Davide Toffolo” la metà privata, quella del narratore, del disegnatore, l’uomo con i suoi dubbi, le sue paure, il suo vissuto la sua “storia” e dall’altra la metà pubblica, “El Tofo” il cantante mascherato, lo yeti con la maschera da teschio dietro la quale tutte le fragilità dell’uomo svaniscono.

Insomma, in “Graphic Novel is Dead” l’arte e la vita di Davide Toffolo detto “El Tofo” si fondono in una commedia autobiografica libera e spregiudicata dove a fare da spalla all’Uomo/Yeti è un uccello: il pappagallino Pepito.

CARTASTRACCIA – “unastoria” di Gipi

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“unastoria”

Casa Editrice: Coconino Press
Collana: Maschera Nera
Colore: A colori
Formato: 25,5×29
Pagine: 128
Rilegatura: brossurato
ISBN: 9788876182495

 

“unastoria”, una graphic novel di Gipi candidata, caso unico per il mondo del fumetto, al premio strega.
Il racconta si svolge a metà tra l’oggi di Silvano Landi, scrittore di successo che vive una profonda crisi personale, e il passato del suo bisnonno, vissuto da Landi come un ossessione attraverso le lettere che il suo antenato spediva a casa dalla trincea durante la prima guerra mondiale.

126 pagine dove Gipi disegna, racconta e ci fa vivere in prima persona grazie ad un susseguirsi di tavole a china ed acquerelli coinvolgenti, l’angoscia dei due protagonisti, entrambi facce della stessa medaglia, entrambi alle prese con l’eterna sfida contro il tempo. Un tempo che corre ed inesorabilmente si dirige, in un modo o nell’altro, verso la fine.

CARTASTRACCIA – “Cinque allegri ragazzi morti”

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Non ho mai scritto di libri, tanto meno di fumetti e graphic novel, quindi fate come me:”non prendetemi troppo sul serio”.

 “Cinque allegri ragazzi morti”

Casa Editrice: Coconino Press
Collana: Coconino Omnibus
Colore: Pantone
Formato: 15×21
Pagine: 488
Rilegatura: cartonato olandese brossurato
ISBN: 9788876181030

 

Un volume unico che raccoglie tutte le storie dei “Cinque allegri ragazzi morti” pubblicate a puntate tra il 1999 e il 2001 sulla rivista “Fandango”.

Con questo lavoro Davide Toffolo si dedica ad un argomento a lui molto caro: l’adolescenza e i “cambiamenti” che tutti, volenti o nolenti, siamo costretti ad affrontare durante il processo di maturazione e di crescita personale.Protagonisti di questa surreale graphic novel sono 5 ragazzi: Gianni Boy, Vasco, Sumo, Sleepy e Mario, i quali tornano in vita dopo la morte a causa di una maledizione che li trasforma in “morti viventi”.

I “Cinque allegri ragazzi morti”, impossibilitati quindi a crescere e a morire intraprenderanno un lungo viaggio on the road nel quale incontreranno molti altri personaggi attraverso i quali l’autore ci farà esplorare la complessa e mai troppo semplice tematica del cambiamento.

Si “cambia”, si cresce, ed inevitabilmente si guardano le cose da un altra prospettiva.
Si “cambia”, si cresce si invecchia e si muore.
Prima o poi, e spesso succede più di una volta, tutti durante il proprio cammino sono costretti a fermarsi, a guardarsi indietro, a scrutare i propri “demoni”, a cercare di capire se è possibile continuare su quel determinato sentiero o se è necessario trovare/inventare una nuova strada.

Il “cambiamento” per quanto doloroso, difficile e complesso diviene quindi il motore unico della storia, l’azione necessaria per poter continuare a “cambiare”.

Buona Lettura.