Mercoledì Film – “Shame”

“Mercoledì Film” è la rubrica settimanale delle “pellicole” che sia in bene che in male, ci hanno emozionato. Insomma, “qui” scriveremo (senza nessuna pretesa) di film visti, rivisti, da consigliare e da sconsigliare. Buona Lettura!

Shame

Durata: 101 min.
Regia: Steve McQueen
Fotografia: Sean Bobbitt

Brandon (Michael Fassbender) ha un buon lavoro, una casa elegante ed è un uomo affascinante, ma tutto questo non basta ad evitargli una spaventosa discesa agli inferi.

“Shame” è un film potente e McQueen non si preoccupa di addolcirci la pillola mostrandoci con violenza le pulsioni di un uomo insoddisfatto, vuoto, perso ed incapace di vivere un rapporto “umano” necessario. In “Shame” non c’è amore, ma solo la “vergogna” di non saperlo/poterlo assaporare se non per qualche raro istante.
In un epoca, la nostra, dove la “comunicazione” è praticamente ovunque McQueen (complice un eccezionale Michael Fassbender) mette in scena senza mezzi termini la paradossale (e non rara) incapacità di comunicare se non illudendosi di farlo solo attraverso pulsioni/valvole di sfogo  fini a se stesse.

La frase:”Non siamo cattive persone. È solo che veniamo da un brutto posto”. (Sissy)

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Voto: 7
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Rock and Rock – (1975) – Deep Purple

Rock and Rock – (1975) – Deep Purple
“In Rock”

Data: 20 gennaio 2013. Luogo: real stanza da bagno. Scena: gomiti sulle ginocchia a fare da leggio ed in mano la più qualunquista delle riviste ad assecondare  l’atto. Intervista a Gianna Nannini…passo…anzi no…leggo! La Gianna nazionale esordisce con una frase che si rivelerà la musa ispiratrice di questa rubrica. “Non si può fare di tutto il rock un fascio!”

“Rock and Rock”  è il tributo settimanale a quelle opere d’arte musicale che hanno rotto gli schemi

segnando prepotentemente ed inesorabilmente il periodo storico nel quale hanno preso vita.  Ve le presentiamo nella loro forma primordiale, il vinile.

Keith Richards, chitarrista dei Rolling Stones, diceva: “Per fare un disco rock, la tecnologia è la cosa meno importante”.

Buon ascolto

 Deep Purple – “In Rock”

Deep Purple – “In Rock”

1975 il quinto album. Fu il primo ad essere  registrato  con la formazione classica, quella che vede Ian Gillan, Roger Glover, Ian Paice, Jon Lord, Ritchie Blackmore,  e’ un lavoro straordinariamente importante nella storia della musica del decennio,  infatti qui per la prima volta l’ hard rock che posizionera’  il gruppo nella sacratrimurti dell’hard rock inglese con led zeppelin e black sabbath  fa la sua comparsa.  il disco include brani magistrali e senza tempo, e’ dall’ iniziale ”speed king” che si capisce il cambio di clima, che richiama ora deliranti cacofonie di chitarra elettrica in un clima di surreale potenza distruttiva, ”child in time” pur se ispirata dai  it’s a beautiful day, e’ un crescendo da infarto in cui Ian Gillan da una delle sue piu’ convincenti interpretazioni di sempre, ”flight of the rat” e’ l’archetipo del nuovo hard, ”into the fire” e ”living wreck” sono esempi da manuale di energia creativa e potenza sonora. un album estremamente riuscito, sia a livello compositivo che di esecuzione, con brani magnifici e suonato con uno stile per allora rivoluzionario che influenzera’ la musica rock per molti decenni ancora, forse non maturo come ”machine head” ma di questo piu’ fresco e creativo. un caposaldo della musica del secolo passato.

Fonte: Rock Bottom Records
Foto: Andrea Zinghini

 

Friday Inspirations – #016

Friday Inspirations – #016

“Friday Inspirations” è la raccolta settimanale delle “immagini” e dei gadget più suggestivi, simpatici e stimolanti scovate in giro per il web da noi e dai nostri lettori. Se vuoi segnalarci i tuoi lavori, quelli di qualcuno che conosci o più semplicemente qualcosa di interessante che hai trovato in giro per il web puoi scriverci a [email protected] Tutte le segnalazioni dovranno avere come oggetto: “Friday Inspiration” (altrimenti rischiamo di perderle) e devono contenere, oltre le immaigini o i link anche il nome ed il sito dell’artista. Le segnalazioni che non rispetteranno le indicazioni richieste verranno scartate.

“Humorous works” di Brock Davis

 

“Washington D.C. Church gets a Vibrant Makeover” di Hense

 

“American photographer” di Jamey Stillings

 

“don’t mess mith Mother Nature” di Attila Szamosi

 

 

“Astronaut Snurk” via Thegadgetflow

 

“Melting-tights” via Dalai-karma

 

“Niños” di Fran Ferriz

 

“The Corporate Monsters” di Corbin Nash

 

Mercoledì Film – “L’amore che resta”

“Mercoledì Film” è la rubrica settimanale delle “pellicole” che sia in bene che in male, ci hanno emozionato. Insomma, “qui” scriveremo (senza nessuna pretesa) di film visti, rivisti, da consigliare e da sconsigliare. Buona Lettura!

L’amore che resta

Durata: 91 min.
Regia: Gus Van Sant
Fotografia: Harris Savides

Enoch, timido e riservato, (Henry Hopper) come “passatempo” partecipa ai funerali di sconosciuti. Durante una di queste celebrazioni incontra Annabel (Mia Wasikowska) estroversa e frizzante. Tutti e due hanno qualcosa da nascondere.

Gus Van Sant realizza un vero e proprio gioiello, un film apparentemente “piccolo”, semplice, personale. Di nuovo, sono protagonisti due “giovani”, e di nuovo sono due giovani, che grazie, in questo caso “all’amore” riescono a conoscersi, a guardarsi dentro e riscoprire e trovare “quell’anima bella” che gli eventi, la società, il resto del mondo, i “diversamente” giovani, cercando di nascondergli nel profondo, raccontandogli che quell’essere “irrequieti”, appunto “RESTLESS” (il vero titolo del film) sempre in cerca di qualcosa, pronti ad affrontare/entrare in qualcosa di “bello” che inevitabilmente “ha una scadenza” sia sciocco se non “inutile”.

Tecnicamente parlando le scelte registiche sono come sempre quando si parla di Van Sant, eleganti e pulite. Mai eccessive e totalmente bilanciate ed utili al “racconto”. I costumi sono straordinari, e rappresentano a pieno l’irrequietezza e la voglia di “vivere” dei due protagonisti. La colonna sonora non risulta mai invadente e accompagna perfettamente le diverse fasi del film rendendo quasi impercettibili i cambi di scena.

Un film “sull’amore irrequieto”, che racconta con una delicatezza spaventosa la ferocia dell’innamoramento, quello vero, quello “bello”, che inevitabilmente innesca un procedimento di cambiamento “irreversibile”.

La Frase: “Mi dicono sempre che sono coraggiosa […] mi chiedo i ragazzi non coraggiosi che fanno” (Annabel)

P.S. La traduzione italiana del titolo, da “Restless” in “L’amore che resta” è … imbarazzante. Chiamiamolo con il suo nome, questo “Film”: Restless.

 

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Voto: 8
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Rock and Rock – (1971) – Led Zeppelin

Rock and Rock – (1971) – Led Zeppelin
“IV”

Data: 20 gennaio 2013. Luogo: real stanza da bagno. Scena: gomiti sulle ginocchia a fare da leggio ed in mano la più qualunquista delle riviste ad assecondare  l’atto. Intervista a Gianna Nannini…passo…anzi no…leggo! La Gianna nazionale esordisce con una frase che si rivelerà la musa ispiratrice di questa rubrica. “Non si può fare di tutto il rock un fascio!”

“Rock and Rock”  è il tributo settimanale a quelle opere d’arte musicale che hanno rotto gli schemi

segnando prepotentemente ed inesorabilmente il periodo storico nel quale hanno preso vita.  Ve le presentiamo nella loro forma primordiale, il vinile.

Keith Richards, chitarrista dei Rolling Stones, diceva: “Per fare un disco rock, la tecnologia è la cosa meno importante”.

Buon ascolto

 Led Zeppelin – “IV”

Led Zeppelin – “IV”

Pubblicato in Inghilterra  nel Novembre del 1971 dopo ”Led Zeppelin 3” e prima di ”Houses Of The Holy”, giunto al numero 1 delle classifiche Uk ed al numero 2 di quelle USA. Il quarto lp. Capolavoro senza se e senza ma, e’ sicuramente uno degli albums piu’ noti di tutti i tempi,  archetipo del sound degli anni ’70, mischia in un caleidoscopio senza precedenti folk, rock’n’roll, heavy, hard rock, blues. Partendo dal folk rurale, ispirazione principale per l’album precedente, il gruppo crea un ibrido epico che ha come riferimento testuale la religione, la magia ed il misticismo trascendente; album complesso e che si presta a molteplici letture, anche esoteriche, porta il loro sound apocalittico a piena maturazione, in un lavoro che, nel suo genere, non sara’ mai piu’ eguagliato ne’ dal gruppo stesso ne’ tantomeno da altri. Tra i brani contenuti, tutti celeberrimi,  ”Stairway To Heaven”, ”Black Dog”, ”Rock’n’Roll”, ‘The Battle of Evermore” con Sandy Danny alla voce, ”Mysty Mountain Top” , ”Four Sticks”, ”Going To California”, ”When The Leaves Breaks”. Con questo lavoro gli Zeppelin detronizzano i Beatles nel referendum annuale dei migliori gruppi del mondo.

 

Fonte: Rock Bottom Records
Foto: Andrea Zinghini

Friday Inspirations – #015

Friday Inspirations – #015

“Friday Inspirations” è la raccolta settimanale delle “immagini” e dei gadget più suggestivi, simpatici e stimolanti scovate in giro per il web da noi e dai nostri lettori. Se vuoi segnalarci i tuoi lavori, quelli di qualcuno che conosci o più semplicemente qualcosa di interessante che hai trovato in giro per il web puoi scriverci a [email protected] Tutte le segnalazioni dovranno avere come oggetto: “Friday Inspiration” (altrimenti rischiamo di perderle) e devono contenere, oltre le immaigini o i link anche il nome ed il sito dell’artista. Le segnalazioni che non rispetteranno le indicazioni richieste verranno scartate.

“Ho Visto la Rovolussione” di AlePop via “alvotoalvoto”

 

“Nutrire la speranza perduta” di Debora Malis via alvotoalvoto

 

“Oggi sono di corsa” di Licia Viero via alvotoalvoto

 

“Volevo solo fare la spesa” di Andormalis via alvotoalvoto

 

“L’estremista” di Milena Zanotelli e Daniele Monarca via alvotoalvoto.

 

“Il conservatore” di Milena Zanotelli e Daniele Monarca via alvotoalvoto.

 

“Gli herpes si tirano – fanno male!” di Licia Viero via alvotoalvoto

 

“Dissociarsi” di Debora Malis via alvotoalvoto

 

“Il Qualunquista” di Milena Zanotelli e Daniele Monarca via alvotoalvoto.

 

Mercoledì Film – “Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato”

“Mercoledì Film” è la rubrica settimanale delle “pellicole” che sia in bene che in male, ci hanno emozionato. Insomma, “qui” scriveremo (senza nessuna pretesa) di film visti, rivisti, da consigliare e da sconsigliare. Buona Lettura!

Lo Hobbit – Un viaggio insaspettato

Durata: 169 min.
Regia: Peter Jackson
Fotografia: Andrew Lesnie

“Lo Hobbit – un viaggio inaspettato”

Allora questo è un film di genere quindi non piacerà a tutti, ma per me che sono un patito di J.J. Tolkien, amente dell’intera trilogia de “Il Signore degli Anelli” e che aspettavo l’uscita di questo film da anni: Peter Jackson non mi ha assolutamente deluso!
I rischi erano moltissimi, eppure siamo stati ri-catapultati nella “Terra di Mezzo” e non è mai stato così bello. Rivedere Gran Burrone e le Terre Selvagge è come aver premuto di nuovo play sul telecomando dopo che la pausa era durata veramente troppo, colpa dei soldi, come al solito, anche se per questi tre film  ne sono stati spessi molto, ma già dopo  2 mesi di proiezione ha quasi toccato il miliardo di dollari d’incassi. Il film ti tiene incollato alla poltrona, ottimi i collegamenti alla precedente trilogia, ci sono adrenalina, sentimento e naturalmente l’Epico  con E maiuscola.
Ottima la sceneggiatura molto vicina all’libro. In “Thorin Scudo di Quercia” troviamo l’eroe pronto a tutto per riprendersi: “Erebor” la Montagna Solitaria il regno dei nani e strapparlo di nuovo dagli artigli del tremendo drago “Smug” che li cacciò anni prima. Ritroviamo anche all’immancabile Gandalf, che bello rivedere quella barba grigia. La morte del doppiatore e attore Gianni Musy aveva fatto cadere nella disperazione tutti i fedelissimi della saga, ma si sono dovuti ricredere con l’ottimo doppiaggio di Gigi Proietti. Un capitolo a parte è da dedicare a “Bilbo Baggins”, interpretato magistralmente da Martin Freeman. L’attore  incarna il carattere, le incertezze e le paure di BILBO alla perfezione, ottimo nella bellissima sequenza del gioco degli indovinelli con il sempre   inquietante Gollum.

E’ sicuramente presto per dire “la nuova saga è fantastica”, bisognerà aspettare un altro anno e mezzo per vederne la fine, ma i presupposti ci sono tutti. Consiglio di vederlo, anche a i non appassionati del genere, non sia mai che lo diventino.

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Voto: 8
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Rock and Rock – (1977) – The Clash

Rock and Rock – (1977) – The Clash
“The Clash”

Data: 20 gennaio 2013. Luogo: real stanza da bagno. Scena: gomiti sulle ginocchia a fare da leggio ed in mano la più qualunquista delle riviste ad assecondare  l’atto. Intervista a Gianna Nannini…passo…anzi no…leggo! La Gianna nazionale esordisce con una frase che si rivelerà la musa ispiratrice di questa rubrica. “Non si può fare di tutto il rock un fascio!”

“Rock and Rock”  è il tributo settimanale a quelle opere d’arte musicale che hanno rotto gli schemi  segnando prepotentemente ed inesorabilmente il periodo storico nel quale hanno preso vita.  Ve le presentiamo nella loro forma primordiale, il vinile.

Keith Richards, chitarrista dei Rolling Stones, diceva: “Per fare un disco rock, la tecnologia è la cosa meno importante”.

Buon ascolto

 The Clash – “The Clash”

The Clash – “The Clash”

L’epocale primo album della band londinese di Joe Strummer (ex 101’ers) e Mick Jones, immenso
capolavoro della storia del punk rock, uscito su CBS nell’aprile del 1977 in Inghilterra, dove giunse al 12esimo posto in classifica, e su Epic in America solo nel 1979 (con molti brani cambiati rispetto alla versione europea). Sicuramente tra i 100 dischi di tutti i tempi. Dopo lo storico singolo d’esordio del gruppo “White Riot”, due mesi dopo il primo lp dei Damned e svariati prima di “Never Mind The Bollocks” dei Sex Pistols, e’ sicuramente tra gli album di debutto piu’ belli ed importanti di tutti i tempi. Contiene quattordici episodi davvero immortali, indimenticabili anthems di travolgente combat rock che si scagliano con una sincerita’ quasi commovente ed una forza raramente eguagliata contro le istituzioni dell’Inghilterra tatcheriana, i malesseri e le disparita’ sociali. Tutti i brani andrebbero citati in un disco di tale straordinaria bellezza, ci limitiamo a ricordare le serratissime “Janie Jones”, “I’m So Bored With The USA”, “White Riot”, “What’s My Name” (composta quando ancora nel gruppo c’era Keith Levene), “London’s Burning” (uno dei brani manifesto di tutto il punk inglese) e “Career Opportunities”, od episodi che lasciano gia’ intravedere alcuni dei successivi sviluppi della musica della band, come “Remote Control”, “Garageland” o la magnifica cover del classico reggae di Lee Perry “Police & Thieves”. Fondamentale

Fonte: Rock Bottom Records
Foto: Andrea Zinghini

Friday Inspirations – #014

“Friday Inspirations – #014”

“Friday Inspirations” è la raccolta settimanale delle “immagini” e dei gadget più suggestivi, simpatici e stimolanti scovate in giro per il web da noi e dai nostri lettori. Se vuoi segnalarci i tuoi lavori, quelli di qualcuno che conosci o più semplicemente qualcosa di interessante che hai trovato in giro per il web puoi scriverci a [email protected] Tutte le segnalazioni dovranno avere come oggetto: “Friday Inspiration” (altrimenti rischiamo di perderle) e devono contenere, oltre le immaigini o i link anche il nome ed il sito dell’artista. Le segnalazioni che non rispetteranno le indicazioni richieste verranno scartate.

“Choose to live healthy” di Oscar Ramos

 

“Play the fucking synth” di Manuel Cetina

 

“The best way of learning” di Foryouyouyou

 

“The Pen is Mightier than the Sword” di Clarice Crawford

 

“caveman” di Daniel Horowitz

 

Abandoned di Aurelie Curie

 

“IUDL4SUWD4N” di Mario Rodrigues

 

“My SUPERHERO ICE POP” di Chungkong Art

 

“Build your own dreams” di Benjamin Smith

 

“Votazioni politiche 2013: effetti elettorali” di Licia Viero via http://alvotoalvoto.blogspot.it/

Mercoledì Film – “Quasi Amici”

“Mercoledì Film” è la rubrica settimanale delle “pellicole” che sia in bene che in male, ci hanno emozionato. Insomma, “qui” scriveremo (senza nessuna pretesa) di film visti, rivisti, da consigliare e da sconsigliare. Buona Lettura!

Quasi Amici

Durata: 112
Regia: Olivier Nakeche, Eric Toledano
Fotografia: Mathieu Vadepied

“Quasi Amici”

Viva la France, questa è la Francia che mi piace; la storia di un ricco e facoltoso tetraplegico parigino: Philippe. E di un emigrato senegalese ex-carcerato: Driss,  che soppravvive nella difficile periferia di Parigi. Questo film ha tutto, come nelle migliori ricette francesi ci sono tutti gli ingredienti mescolati, cotti e saporiti al punto giusto. E’ un film che fa ridere e tanto, c’è tanto cinismo e tanta verità ed è proprio quella che un paraplegico cerca in un rapporto umano: la sincerità e non l’incondizionata   e pagata pietà, ma è questo comportamento cinico e alla pari che farà nascere una grande amicizia.  Ottima la recitazione di entrambi gli attori, François Cluzet nel ruoso di Philippe e Omar Sy  che spicca nei panni di Driss, per la forza che riesce a dare al personaggio. La regia è sobria e pulita ed il montaggio perfetto, tutto ottimamente miscelato per raccontare lo spaccato di un incontro che cambierà per sempre le vite dei due protagonisti.

Consigliatissimo: intenso e comico, questi sono film che vanno visti.

 

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Voto: 8
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