Friday Inspirations #0004

“Friday Inspirations – #004”

“Friday Inspirations” è la raccolta settimanale delle “immagini” e dei gadget più suggestivi, simpatici e stimolanti scovate in giro per il web da noi e dai nostri lettori. Se vuoi segnalarci i tuoi lavori, quelli di qualcuno che conosci o più semplicemente qualcosa di interessante che hai trovato in giro per il web puoi scriverci a [email protected]
Tutte le segnalazioni dovranno avere come oggetto: “Friday Inspiration” (altrimenti rischiamo di perderle) e devono contenere, oltre le immaigini o i link anche il nome ed il sito dell’artista. Le segnalazioni che non rispetteranno le indicazioni richieste verranno scartate.

 

Metalitubby – Hug’em all via http://www.lilterra.com

 

“primavera” di Sainer

 

“Clockwork Orange” Minimal Movie Poster by Olaf Łyczba

 

“network” di pawnsplight

 

kas4.com.br di Danilo C Monteiro

 

“Bicycle Times III” di Rich Kelly

 

“Over a subway in Union Station” di Jonny Nyquist

 

“having money!!” di kreeshniik

 

 

book shelf creative design via webneel.com

ILVA, proviamo a capirci qualcosa.

ILVA, tutti ne parlano ma pochi la conoscono.

L’ILVA da problema reale, grave, da risolvere, da far emergere in tutta la sua “crudeltà” si è ormai trasformata in una discussione di tendenza tra pendolari, in argomento “rompighiaccio” da tirare fuori in un momento d’imbarazzo magari di fronte ad un distributore di caffè o cosa ancora più triste, si è trasformata in “CAMPAGNA ELETTORALE”.
Ne parlano la DESTRA, la SINISTRA ed i CENTRISTI, ne parlano politici e politicanti di ogni colore e fazione, sbandiarando risoluzioni immediate e poco traumatiche, ad un problema che quasi sicuramente non conoscoro. Ne parlano tutti … e purtroppo ne parlano “senza cognizione di causa”. Se ne discute quindi un po’ dappertutto, seguendo l’ormai diffusissima regole delle “parole in libertà”. Non importa sapere, non è importante conoscere il problema, studiare e capire di quello di cui stiamo parlando, l’importante è “parlare”, tanto quelli che abbiamo di fronte, nella peggiore delle ipotesi, ne sanno quanto noi.
Per questo, voglio segnalarvi un libro, interessante, dove non si lascia spazio al superfluo ma soprattutto una recensione che in poche righe riesce ad essere più precisa ed illuminante di tutte le chiacchiere (sterili) che abbiamo dovuto ascoltare fino ad ora.

“Invisibili. Vivere e morire all’Ilva di Taranto”

Circa vent’anni fa Emilio Riva ebbe in regalo dallo Stato l’ILVA di Taranto, e vi impose il suo ordine.

Si liberò del vecchio blocco operaio – forte, cosciente, compatto –  sostituendolo con giovani desindacalizzati, e ci riuscì con una certa destrezza, barattando il prepensionamento dei vecchi con l’assunzione dei loro figli. Spezzò le ultime resistenze sindacali di quella che fu l’orgoglio della forza operaia del sud, rinchiudendo i riottosi nella palazzina LAF, in un casermone vuoto, a guardare i muri spogli.

Riva si inventò  molto prima dell’era Marchionne “la fabbrica del futuro”, in realtà molto più simile alle ferriere del primo ‘900, se non fosse che rispetto ad allora la soggettività operaia è più debole. Cosa è successo in seguito dentro l’ILVA dei Riva ce lo raccontano Fulvio Colucci e Giuse Alemanno, con una cronaca redatta alla vigilia delle ultime vicende giudiziarie.

…Mi ha confessato di essere in cura dallo psicologo perché i capi lo martellano. Mi ha detto: Sai, ho sfiorato il suicidio. I deboli sono sotto pressione. Sanno che possono essere presi di mira. Chi è più debole non reagisce nei confronti dei capi, finisce per fare sedici ore di lavoro. Dice che ha sentito una voce, che si è visto sull’orlo del burrone. Che ha avuto paura di perdere l’equilibrio sulla passerella”.  “Non mi davano niente da fare per tutto il giorno quando ero in punizione….. ma mi nascondevo perché alla fine potevano chiedermi: perché non lavori ? E la colpa sarebbe ricaduta su di me. Volevano che li seguissi come un cane. Ma io non sono un cane.

Non è un ricordo dei tempi della palazzina LAF,  è la realtà di oggi. Nonostante la condanna per mobbing, Riva non ha cambiato metodi. Del resto perché dovrebbe ?  Funzionano !!!

Gli operai descritti da Colucci trasudano rassegnazione, paura, rimozione del loro vissuto, diffidenza verso tutto ciò che è esterno, rancore verso la “città”,  indifferente alla loro condizione, ai loro morti. Rancore in parte giustificabile, se si pensa che patron Riva s’è comprato mezza Taranto: istituzioni, clero … . L’altra mezza no … non quella che porta i figli avvelenati dall’ILVA ad oncologia pediatrica. Rancore, dicevo,  giustificabile solo in parte, perché è come se gli operai intervistati si aspettino che la loro salvezza debba venire da fuori dei cancelli dell’ILVA, e non da una propria assunzione di responsabilità, dalla presa d’atto che se non sono loro i primi a prendere nelle mani il loro futuro difficilmente qualcuno lo farà al loro posto.

Se togli le eccezioni – di cui sto libro non parla – la maggioranza tace (“se si sa che parli all’esterno, il primo sbaglio che fai, paghi”). E questo non le fa onore, anche a fronte del disastro ambientale che il siderurgico riversa sulla città. Ad alzare la voce sono padri e mogli degli operai ammazzati. Una lotta per la giustizia condotta  con poca solidarietà, scontrandosi contro un muro di gomma: “Dì ai ragazzi che la vita di mio figlio vale un anno di carcere con pena sospesa. Anzi, dì loro che in galera, dai e dai, ci finirò io”. Una lotta che nasce fuori dalla fabbrica da chi ha trovato il coraggio dopo aver perso ciò che amava di più. Non nasce dall’interno,  non nasce prima che ci scappi il morto.

Mai un giovane lavoratore si lamenterà perché l’azienda infrange le regole, anzi: A disposizione – raccontano – c’è tutto quello che la legge prevede dal punto di vista della sicurezza personale: dal casco, alla tuta, ai guanti”.  Strana concezione della sicurezza: i dispositivi di protezione individuale – secondo le leggi e la scienza antinfortunistica – dovrebbero essere l’ultima precauzione da prendere, dopo aver agito sull’organizzazione del lavoro, sulla sicurezza intrinseca degli impianti, sulla salubrità degli ambienti.

Nulla di questo c’è all’ILVA: “I lavoratori dell’appalto sembrano gli ultimi degli ultimi, a volte vedo capisquadra che che approfittano di quelli delle ditte sottomettendoli. C’è chi lavorava con i jeans, chi ha indossato la tuta marrone. Con la polvere, di notte, è ancora più invisibile. Rischia di essere schiacciato da camion e auto…. Ora stanno lì: africani, indiani, turchi. Lavorano indossando quello che trovano: entrano nel forno, smantellano i refrattari, senza maschere. E’ venuta l’ASL, ha fatto i controlli. L’amianto è stato smantellato da un’azienda specializzata. Gli extracomunitari sono andati allo sbaraglio. Il forno è diventato una torre di babele ed è pericoloso, se non ci capiamo”.

“Io ogni giorno faccio cinque chilometri a piedi, con la polvere; certe volte mi esce il sangue dal naso perché la polvere nel naso si indurisce. … Arriviamo allo spogliatoio divorati dalla polvere, la polvere è come una estrema unzione.”

“Mi hanno impressionato i lavoratori sulle passerelle  a 90 metri di altezza. Vai giù e nemmeno ti accorgi che sei morto. … Agli ingegneri segnaliamo tutto. I carriponte sono pericolosi, rischiano di cadere con un peso di 50 tonnellate. Se cadono è una strage.…Chi si trova sul fronte del fuoco, o ad altezze così è più chiuso, non ha voglia di parlare. Mi sono trovato vicino alla ghisa liquida quando prende fuoco, una bomba che fa tremare tutto in un raggio di chilometri. Lo scoppio è improvviso, lo senti davvero nelle viscere. Ti stordisce, ti afferra, ti svuota” .

Le conseguenze di questa situazione si vedono, o meglio si contano: 45 infortuni mortali dal 1993, l’ultimo – Claudio Marsella – due giorni fa .Gli autori ricordano Silvio Murri, Paolo Franco, Pasquale D’Ettorre, Antonio Alagni, Gjoni Arjan, in rappresentanza di una lunga serie di lutti.

Come dicevo, il libro non parla di chi fra gli operai ha alzato la testa, di quelli come Massimo Battista, che insieme ad altri colleghi venne licenziato  il 7 luglio del 2005 per aver promosso uno  sciopero sulla mancanza di sicurezza. Nel 2007 il giudice ne dispose il reintegro, e da allora è stato confinato in una struttura lontana dallo stabilimento a “contare le barche che passano”. Massimo, assieme ad altri, ha dato vita al  “Comitato Cittadini e Lavoratori liberi e pensanti”, ridando dignità alla sua classe, rompendo il muro di silenzio per voltare pagina su un’altra storia. Potessi suggerire un titolo mi piacerebbe chiamarla: “VISIBILI: lottare per non morire all’ILVA di Taranto”.

Il libro:: Fulvio Colucci e Giuse Alemanno, Invisibili. Vivere e morire all’Ilva di Taranto, Edizioni Kurumuny, 2011, 111 p.

I Parcheggi segreti di Casal Bernocchi, potrebbero farti risparmiare.

I Parcheggi segreti di Casal Bernocchi, potrebbero farti risparmiare.

Un atinco detto, recita così:”CHI E’ CAUSA DEL SUO MAL, PIANGA SE STESSO”.

Noi, ce la stiamo mettendo tutta, cerchiamo di aiutarvi in tutti i modi per questo tempo fa, decidemmo di svelarvi i “parcheggi segreti di Casal Bernocchi” (puoi leggere, l’articolo qui: http://riotalpa.altervista.org/blog/casal-bernocchi-e-i-parcheggi-segreti/)

Ma, qulcuno di voi, molti a giudicare dalle foto che continuiamo a ricevere quasi quotidianamente, continua a parcheggiare in modo assurdo, privando i pedoni dei marciapiedi e devastando le nostre strade.

Non stupitevi quindi, se tornando a casa da lavoro, non troverete più la vostra autovettura li dove l’avevate lasciata.


Seguite i nostri consigli, siate furbi e servitevi dei parcheggi segreti, vi eviterete RIMOZIONE COATTA E MULTA!!!!

 

Meglio 5 minuti a piedi che una multa salata e la rimozione del mezzo no ?

Friday Inspirations #0003

“Friday Inspirations – #003”

“Friday Inspirations” è la raccolta settimanale delle “immagini” e dei gadget più suggestivi, simpatici e stimolanti scovate in giro per il web da noi e dai nostri lettori. Se vuoi segnalarci i tuoi lavori, quelli di qualcuno che conosci o più semplicemente qualcosa di interessante che hai trovato in giro per il web puoi scriverci a [email protected]
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“Cassette Portraits” di Benoit Jammes

 

“Star Kids – The Infant Strikes Back” via TeapotTees

 

 

“Iconic Musician Outfits” di Med ness

 

“Hero Kittens” di Alana McCarthy

 

“Puppet Horror” di Isaac Bidwell

 

“Famous album covers recreated with my socks” via Thesockcovers

 

“Spock’s Faces” di Raz city

 

“The Avengers Matryoshkas” di Irene Hwang

 

“Food Flags” via klonblog

 

“Freddy and Jason Have Fun” di Rafael Koff

IL LIBRO E’ LIBERO

IL LIBRO E’ LIBERO
domenica 2 dicembre ore 11

Nell’ambito della campagna “CULTURALIZE YOURSELF” l’Associazione Culturale Collettivo La Talpa inaugurerà la prima libreria libera del XIII Municipio. Non mancare!

CULTURALIZE YOURSLF!

CULTURALIZE YOURSELF – Ass. Culturale Collettivo La talpa

Glocalizzazione, cultura, corsi, attività per bambini/adulti/ragazzi, centro di aggregazione, impegno, idee, ingegno, strategia, sociale, entroterra, litorale, YUT, ciclabilità, riciclo, musica, cinema, libri …
Queste sono solo alcune delle parole che hanno caratterizzato questi primi due anni di attività dell’Associazione Culturale Collettivo la Talpa, vieni a conoscerci, diventa anche tu “parte attiva” nel cambiamento del posto in cui vivi: CULTURALIZE YOURSELF!


“CULTURALIZE YOURSELF” – Associazione Culturale Collettivo La Talpa

Friday Inspirations #0002

“Friday Inspirations #002”

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“Plush Toys” di Patricia Waller

 

The Boneyard Projects” di Eric Firestone, Carlo McCormick and Medvin Sobioa

 

 

“Minimal Posters” di Ryan McArthur

 


“Captain Feline” T-Shirt Debut di Amanda, Dave and Kelly

“Star Wars Cufflinks” via Thegadgetflow

 

“Portraits of Celebrities” by Jan Nagra

 

“The Kid Comes To Town” di Burak Çınar

 

“Hand Illusion Paintings” di Annie Ralli

 

“Spongebob Horror Monsters” di Marcus Alley

Il consiglio municipale si piega ai giovani!

Il consiglio municipale si piega ai giovani!

pubblicata da Yut Roma il giorno Giovedì 15 novembre 2012 alle ore 21.52 ·

I giovani del territorio mettono K.O. la maggioranza municipale. Si è svolto oggi il consiglio municipale straordinario riguardo gli spazzi della Ex Colonia Vittorio Emanuele, convocato dopo l’irruzione degli studenti di Ostia che a gran voce hanno dettato l’agenda politica in P.zza della Stazione vecchia, chiedendo conto della sparizione dei tre milioni di Euro destinati alla casa della cultura.

I due interventi con cui si è aperto il consiglio di oggi sono stati dei giovani; unitamente, prima un rappresentate di tutte le scuole di Ostia, poi un rappresentante di YUT hanno parlato chiaro: “i giovani del territorio non si accontentano di accordi di palazzo, non si accontenano di un progetto non chiaro su 1200 mq che sa più di spot elettorale che di vera partecipazione giovanile. Noi vogliamo uno spazio per i giovani, pubblico, autogestito, istituzionale e facente parte di un progetto più grande, del progetto casa della cultura, in un quadro generale che comprende tutta la cittadinanza, sulla base progettuale decennale del cantiere sociale, che la giunta Vizzani ha affossato, favoreggiando una millantata università del mare mai esistita. Noi pretendiamo quegli spazi, tutti, 3000 mq che vanno riconsegnati alla città”.

Si è dato così il via alla discussione del documento che vuole ricollocale il nuovo progetto casa della cultura, contenente lo YouthCentre, nei 3000 mq della vittorio Emanuele. Dopo l’ostruzionismo immaturo ed imbarazzante della maggioranza, dopo un’estenuante discussione di più di quattro ore si è giunti al voto: il documento è stato approvato! Tutta l’opposizione e tre membri della maggiorasnza hanno espresso parere favorevole alla ri-allocazione del progetto casa della cultura con lo YouthCentre, nello spazio di 3000 mq sul lungo mare.
YUT riuscirà a costruire con tutti i giovani di Ostia il primo YouthCentre d’Italia, che si collocherà all’interno di un progetto lungimirante e più ampio, quello della casa della cultura! Ora comincia la progettazione di quegli spazi.

Prima chidevamo se avevate abbastanza idee per 1200 mq, ma ci sbagliavamo..HAI ABBASTANZA IDEE PER 3000 MQ?

CI VEDIAMO SABATO, ALLE 10.00, AL TEATRO DEL LIDO, CANTIERI DELLA PARTECIPAZIONE!
Stay Active, Stay Young, Stay YUT!!

Friday Inspirations #0001

“Friday Inspirations” è la raccolta settimanale delle “immagini” e dei gadget più suggestivi, simpatici e stimolanti scovate in giro per il web da noi e dai nostri lettori. Se vuoi segnalarci i tuoi lavori, quelli di qualcuno che conosci o più semplicemente qualcosa di interessante che hai trovato in giro per il web puoi scriverci a [email protected]
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“Disney’s PinUp” di Virginie Siveton

 

“Dark Wonderland” di Omri Koresh aka 0mri d3nlyur

 

“Marvel Minimalist Posters” By Marko Manev

 

“Popeye the Sailor Man” di Lee Romao

 

“Finding Dinner” di Grey Matter

 

 

“Troopankhamun” di Neil Hanvey

 

 

di maheshartis

 

“Technofaces” di Alejo Malia

  1. [email protected]

“Corso di Veterinaria” presso l’associazione culturale Affabulazione.

Riceviamo e pubblichiamo:

L’associazione culturale Affabulazione (Piazza Marco Vipsanio Agrippa 1, Ostia) ospiterà il corso:

“VETERINARIA: nozioni di base per la cura e la prevenzione delle più comuni malattie degli animali domestici”.
Il corso avrà inizio Mercoledì 28 Novembre 2012, durante la prima lezione (gratuita) che si terrà dalle 20 alle 22 verrnno presentati i contenuti, le modalità e le finalità del corso, il quale avrà una durata di 20 lezioni con cadenza settimanale.

 

Per informazioni sui costi e le modalità di iscrizione, rivolgersi alla segreteria dei “Affabulazione”  in piazza M.V.Agrippa,7h Ostia (Roma)

tel.06-45432479 cell.349-5026538

Dott.Stefano Giammetti